George e il tacchino
Che non è il titolo di una novella Boccaccesca, ma l'insieme di due protagonisti di una storiella ridicola. Di una tradizione che mi spinge a vergognarmi per i poveri americani, che vergogna da soli non sono capaci a provarne.
La storia è quella di un paese con una festa nazionale in cui si mangia, come in tutto il resto del mondo, un piatto tipico. In questo caso è il tacchino, ma lascerei da parte gli istinti animalisti.
In questa storia la tradizione - pare, lo scopro solo oggi - vuole che il Presidente tenga una conferenza stampa davanti a tanti bambini, e che, nell'occasione decida di concedere il perdono presidenziale a due tacchini che vengono così salvati dall'esecuzione rituali e mandati a vivere in un parco dei divertimenti. Che culo, diremo tutti in coro.
C'è però un piccolissimo particolare che muove alla vergogna persone come me che sono soliti indignarsi per assolute cazzate, ed è il seguente: gli sceneggiatori di questa storia hanno dimenticato che, vergognosamente, in quel paese la pena di morte esiste sul serio, e che di fatto hanno una tradizionale gag che prende in giro chi, inspiegabilmente per ogni essere umano, a morte ci viene mandato sul serio, o chi in quel perdono affida la prosecuzione o meno della propria vita...
La storia la trovate in internet (o nei telegiornali).
Niente di che, solo una conferma del fatto che l'America non è gran cosa.
Etichette: e-pensierini, e-vergogna

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