29 novembre 2005

Mi sono perso

Mi sentivo ai margini della società.
Tutti ne parlavono, io ascoltavo senza capire.
Qualche volta annuivo con sguardo serio.

A un certo ho capito che non poteva continuare così. E mi sono deciso.

Ho appena visto le prime due puntate della serie americana Lost.

E credo di aver già capito tutto: il signore pelato col taglio verticale sull'occhio è la Talpa.

Mi scuso con tutti, forse avrei dovuto specificare all'inizio del messaggio che trattavasi di uno spoiler.
Sapete, l'entusiasmo... mi perdonerete.



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23 novembre 2005

Tempo o velocità?

Sembra quasi che la società Autostrade abbia letto uno scritto del blogger da me più citato.

C'è che partirà a breve la sperimentazione di un nuovo sistema di rilevazione della velocità in autostrada, che, in modo particolarmente astruso, calcolerà la velocità media di percorrenza di un tratto più o meno lungo.

C'è di buono che questo dovrebbe eliminare la sfiga di quei pochi che si fanno beccare in un raro momento di accelerazione, perchè magari l'unico autovelox sulla Napoli-Salerno piazzato fraudolentemente in un tratto rettilineo, perdipiù in discesa, li becca nell'atto di "sfondare" per un attimo il muro dei 110 - e il limite era 90 - al modico prezzo di 157 € - 2 (punti).

C'è di male che qui ci vuole chiarezza: se vado troppo piano non va bene, se vado troppo forte neanche. Quasi quasi mi si chiede di rientrare nei limiti del giusto.. Ma, dico, scherziamo?

C'è di strano che il tratto interessato dalla sperimentazione è nella stessa regione in cui lo sfortunato amico del blogger di cui sopra è stato multato per eccesso dei tempi di percorrenza.
E qui sorge la domanda: ma i toscani vivono col cronometro?


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George e il tacchino

Che non è il titolo di una novella Boccaccesca, ma l'insieme di due protagonisti di una storiella ridicola. Di una tradizione che mi spinge a vergognarmi per i poveri americani, che vergogna da soli non sono capaci a provarne.

La storia è quella di un paese con una festa nazionale in cui si mangia, come in tutto il resto del mondo, un piatto tipico. In questo caso è il tacchino, ma lascerei da parte gli istinti animalisti.

In questa storia la tradizione - pare, lo scopro solo oggi - vuole che il Presidente tenga una conferenza stampa davanti a tanti bambini, e che, nell'occasione decida di concedere il perdono presidenziale a due tacchini che vengono così salvati dall'esecuzione rituali e mandati a vivere in un parco dei divertimenti. Che culo, diremo tutti in coro.

C'è però un piccolissimo particolare che muove alla vergogna persone come me che sono soliti indignarsi per assolute cazzate, ed è il seguente: gli sceneggiatori di questa storia hanno dimenticato che, vergognosamente, in quel paese la pena di morte esiste sul serio, e che di fatto hanno una tradizionale gag che prende in giro chi, inspiegabilmente per ogni essere umano, a morte ci viene mandato sul serio, o chi in quel perdono affida la prosecuzione o meno della propria vita...

La storia la trovate in internet (o nei telegiornali).

Niente di che, solo una conferma del fatto che l'America non è gran cosa.

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17 novembre 2005

L'isola degli assenti

E' una tristezza.
Domani non ci sarà Trentesimoanno a commentare la puntata perchè il suo autore si è lasciato trascinare da futili impegni e pare non abbia avuto a disposizione raidue.

E io? Io mi sono perso la diretta della puntata, non ho assistito alla scontata vittoria di Lory D.S., e sono rimasto tutta la sera ossessionato da due interrogativi:

1) ma ad Arianna D. hanno fatto al volo al volo una serie di plasticucce prima di rientrare in studio oppure hanno preso una controfigura?

2) E ancora, perchè Antonio Z. spagnolizza quel cognome che invece fa molto agro-nocerino-sarnese e lì viene letto con le Q al posto giusto e i dovuti accenti sulle I?

Sono domande che mi porterò dentro per molti giorni ancora, fino a che non mi farò prendere anch'io da futili impegni di Vitareale (tm)
(continuo a citarlo, si capisce che lo stimo molto?)

Nel frattempo vado a cercare le mie risposte altrove.

Per quattro giorni mi mancheranno i miei 2-3 lettori ormai fissi, e i loro rispettivi blog. Non escludo incursioni.


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15 novembre 2005

Etichette per blogspot

Aspettando che blogger.com predisponga un sistema di categorizzazione dei messaggi in un blog mi sono dato da fare sfruttando il sistema di ricerca avanzata fornito nella parte alta delle pagine dei singoli blog, per fare delle etichette un pò artigianali, senza ricorrere a technorati, delicious o altro...

Ecco come.
Si noteranno in fondo ai miei post dei collegamenti con un carattere più piccolo, che hanno la duplice funzione di inserire nel testo una parola che funga da etichetta e quella di collegare ad una pagina di ricerca con criteri condizionali. Cliccando su questi collegamenti dovrebbe comparire una pagina con tutti i post che contengono quella singola etichetta.

Per assicurare la validità del risultato è opportuno scegliere come etichette delle combinazioni di simboli e lettere che difficilmente compaiano casualmente in altri post non pertinenti. Io ho scelto di usare una e (di etichetta) con trattino prima del nome.

Il codice è



dove alle X vanno sostituite le etichette scelte e alle Y il nome del blog (nel mio caso cicciocotroneo)


Il risultato è visibile in fondo alla pagina

Detto questo è sufficiente aggiungere alla sidebar un elenco delle categorie così create, nel modo che più piace.
Una soluzione testuale potrebbe essere questa



con questo risultato


X-XXXXXXXXXX
Z-ZZZZZZZZZZ

(ovviamente in questo caso il link non porta da nessuna parte perchè non esiste nu blog chiamato YYYYYYY (almeno credo...) :-)

E' una soluzione un pò farraginosa, ma dovrebbe funzionare, ed è sempre meglio di niente. Se pensate possa essere utile usatela pure e diffondete (citandomi). E magari fate un link al mio blog.

Oh, se poi mi volete fare pure un regalo possiamo metterci sempre d'accordo....


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13 novembre 2005

Pensierino analogico

Le compilation home made si fanno così: selezioni i pezzi, al massimo li scarichi, qualche clic, inserisci il cd vuoto, attivi uno o due software ed è tutto fatto. Il computer fa il resto, e nel frattempo te ne dimentichi, fino a quando non vai a recuperare il lavoro finito, che qualcun altro ha fatto per te.

Prima invece erano fatte in casa, e c'era molto da fare.
Si comprava la cassettina nuova - rigorosamente di volta in volta, perchè non c'era spazio per una "pila" di cassette - o se ne sceglieva una da poter cancellare, si preparava il mucchio degli "originali" e si passava tutto il tempo della riproduzione vicino al registratore a doppia piastra, pronti a volare con le dita sul PLAY e sul REC. Perchè allontanarsi era rischioso, e non stoppare la registrazione alla fine del brano avrebbe fatto perdere più tempo.
E così per ogni pezzo.
Per non parlare di quei casi in cui la canzone veniva richiesta alla radio e registrata in diretta.

Io non ero molto bravo, per guadagnare tempo spesso sceglievo brani dello stesso album, magari vicini. Così venivano fuori accozzaglie di pezzi che magari non mi piacevano neanche tutti. E sono rimasto così.

Però rimane lo scontro tra il cd e la cassetta, e per me è senza storia. Me ne sono accorto ieri mettendo mano al cumulo di natri conservati in un armadio che mi è stato imposto di svuotare per fare spazio ad altri supporti che presto, temo, faranno la stessa fine: le vhs.

Ho ripensato al modo in cui le avevo registrate o a chi me le aveva regalate, e per un attimo ho immaginato tutto il lavoro che c'era stato dietro quelle compilation.

Ho pensato che regalare una cassettina era davvero un atto d'amore, era dedicare del tempo alla persona a cui la offrivi. Quello che invece non c'è nei cd masterizzati, che sono anche meno belli, perchè, nonostante il nome, meno compatti.

I cd si finisce sempre col farli di fretta, "tanto ci vogliono dieci minuti", e così li cacci a volo dal computer prima di uscire e li ficchi nella più anonima delle bustine trasparenti. Ne produci in quantità tale da non pensare più di metterti a scrivere l'elenco dei pezzi. Figuriamoci ideare una cover...

Le cassette invece no, avevano tutte una loro copertina, una pagina di giornale, una foto, una frase, e, ovviamente, l'elenco dei titoli, che tanto comunque avresti faticato a trovare col FFW.

Sì, è così, si preparava meglio il prodotto. Mentre il registratore andava, e tu dovevi stare lì, preparavi tutto con forbici, cartoni, penne, pennarelli. Ci impiegavi del tempo, perciò volevi che il prodotto finale fosse bellissimo. Specie se dovevi regalarlo, perchè in quella cassettina c'eri tu.

Oggi invece no. Cd, masterizzatore, bustina e via. Senza una frase, una foto, un disegno.

Perchè è così, non c'è niente da fare, la tecnologia di per sé appaga, e non senti il bisogno di metterci un tocco di creatività.

Però alla lunga stanca.

Fine del pensierino analogico.

Mentre scrivo mi pare di aver già letto da qualche parte di qualcuno che la pensava come me. Se mi aiutate a trovarlo lo cito. Adesso non mi viene in mente.



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12 novembre 2005

Altri concorsi...

Pare quasi che abbia "acceso" questo blog per fare le misurazioni della mia fortuna. Ma mi è andata bene una volta e allora continuo.
Trovate qui di fianco un piccolo banner che vi conduce a un sondaggio: partecipando potete vincere un tomtom, mettendo il bannerino sul vostro sito partecipate all'estrazione di un ipod nano. Certo, se partecipo io non avete molte speranze, ma provare non costa nulla.

Dopo questo giuro che la smetto :-)

Piccola postilla, che sbadato, il sondaggio è stato lanciato qui, e pone 10 invadentissime domande sui blog.



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09 novembre 2005

Concorsi blogghisti

Qualcuno mi aveva dedicato un "in bocca al lupo" nei commenti del primo post.
Qualcun altro invece, si è lamentato altrove che noi terruncielli arriviamo dal sud e rubiamo donne, bambini e premi al superenalotto. Sacrosanto timore, tra l'altro...

Come mettere in relazione tra loro i due commenti di cui sopra? Semplicemente così: un tipo che scrive dei pezzi geniali sul suo spazio mi ha portato fortuna, e la prima cosa di buono che mi è capitata in questo mondo alternativo alla vita reale che è quello dei blogghi è stato vincere un concorso indetto da tvblog.it per il lancio di una specie di tg-video-tv-blog.
Il risultato finale, ficcante, stuzzica un nordico.

Morale della favola: sono in attesa di un buono di 50 euri da spendere sul sito cdbox.it.

Al momento sono orientato sul genere musical:
Cantando sotto la pioggia e Tutti insieme appassionatamente.

Si accettano suggerimenti.



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06 novembre 2005

Una buona notizia

La buona notizia è che domani alle 13.40 saprò di nuovo che cosa fare una volta finito di pranzare con quegli orari nordici che - per fortuna - ci sono da queste parti.

Oh, stiamo parlando sempre di uno che induce Pippo Baudo, come fosse una qualsiasi sostanza stupefacente, a liberarsi di ogni freno inibitore e, in ordine sparso, a:

  • bere a canna davanti alle telecamere;
  • autocazzeggiarsi come "pippo lo svelto" (e non si parlava di gare podistiche);
  • definire "grandissime bottane" le pinguine che lasciano i maschi a covare le uova;
  • dire a Berlusconi che a lui il trapianto di capelli è venuto meglio;
  • riferire al vaticano che anche Mike Buongiorno è divorziato e non ha diritto alla comunione;
  • sfottere Bonolis che prima ha minacciato di levarsi dalle palle e poi non l'ha fatto;
  • dichiarsi pronto al matrimonio con il protagonista di questo post.

Cioè, sia chiaro, non è uno che ferma carri armati in piazza Tien An Men, ma sempre meglio di quello che legge su un foglio cosa altri pensano essere l--to e cosa r--k*.


E tutto questo è ficcante.


* (Piccolo chiarimento: io camuffo nomi, cognomi, indirizzi internet, e pure quei termini orrendi che usano per dire cosa è bianco e cosa è nero, che qua tra divieti di linking, framing, e chi più ne ha più ne metting, è meglio evitare questioni)


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Per le strade di Napoli



Perchè cose curiose ne vedo ancora, al di fuori della rete, per fortuna. E quando capita, un pò alla come viene, cerco pure di raccoglierle, coi mezzi che ho.

Questa foto è indubbiamente a metà tra la "lomo" e il "mal riuscito", ma mostra quante siano vere alcune delle immagini che ancora si disegnano di questa città. E quanto ci si fidi a lasciare i propri panni stesi dall'altra parte di un vicolo stretto ma trafficato.
Chi l'ha detto che a Napoli rubano le cose lasciate in strada?

Certo non basta questo a farmi pensare che mi piacerebbe viverci, ma fa' che i veri problemi non sono quelli più reclamizzati ma altri?

Che scoperta,eh?


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